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venerdì 22 dicembre 2023

Recensione di Maria Concetta Preta

T. Preta legge “L’acqua e blu, ma non a scuola” di Ivan Fiorillo

Lo spirito di U. Eco nell’opera di Ivan Fiorillo

Che Umberto Eco possedesse uno spiccato spirito umoristico lo si sapeva da tempo.
Dall’epoca di Diario minimo (1963) era evidente che in lui, oltre al raffinato intellettuale membro del Gruppo 63, c’era anche uno scrittore comico: la comicità generata dal paradosso. La menzogna l’ha affascinato così a lungo da farlo diventare un grande esperto. La menzogna e il falso sono state due delle attrazioni compulsive più coltivate da Eco nella forma bibliografica. Un tema e un motivo che sta alla base della sua stessa semiotica: il segno, dice nel suo Trattato di semiotica generale, serve prima di tutto per mentire; oltre che per rendere presente ciò che è assente.

Il giovane autore che vi presento brevemente nel mio blog letterario è Ivan Fiorillo, autore de “L’acqua è blu, ma non a scuola”.

Vediamo prima chi è il nostro Autore.

Ivan Fiorillo nasce a Vibo Valentia il 15 luglio 1996. Nel 2015 si diploma al Liceo Ginnasio Morelli di Vibo Valentia. Nel 2018 si laurea in ‘Scienze e tecnologie della comunicazione’, facoltà di ‘Lettere e filosofia’, dipartimento di ‘Studi umanistici’, presso l’Università di Ferrara ‘Ex labore fructus’, con una tesi in ‘Nuovi media per la didattica’ e pubblica per Gedi - Gruppo Editoriale - il libro ‘L’acqua è blu, ma non a scuola. False credenze tra nuovi media e materiali didattici’, riedito nel 2021 da Vertigo Edizioni. Dal 2019 collabora, in qualità di divulgatore, con il gruppo di ricerca universitario Paleoresearch. Nel 2020 si laurea in ‘Quaternario, Preistoria e archeologia’, percorso di ‘Archeologia’, facoltà di ‘Scienze matematiche, fisiche e naturali’, dipartimento di ‘Studi umanistici’, interfacoltà con Modena e Reggio Emilia, Trento e Verona, presso l’Università di Ferrara ‘Ex labore fructus’, con una tesi in ‘Cronologia e culture del Paleolitico’ e conduce ‘Lo Scettico’, il primo e unico spazio informativo e scientifico che settimanalmente, grazie alle segnalazioni degli utenti, ha smentito notizie false diffuse dai grandi media, contribuendo a fargli superare le 30.000 visualizzazioni su YouTube e i 30.000 follower sui social. Dal 2017 al 2020 svolge i ruoli di collaboratore, articolista e inviato presso la Redazione del quotidiano Ferraraitalia, pubblicando pezzi fra i più letti e condivisi. Dal 2019 al 2020 lavora per promuovere la collezione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara e dell’Abbazia di Pomposa, facendo registrare una crescita vertiginosa nelle interazioni sul Web. Nel 2021, in qualità di ideatore e autore, deposita presso la Siae - Società Italiana Autori Editori - il format televisivo di informazione scientifica sul Paleolitico ‘PaleoNews - Notizie dal Paleolitico’, con Marco Peresani come curatore e ambientato a Ferrara e si brevetta come educatore a livello internazionale. Nel 2022 si masterizza in ‘Gestione dei beni culturali’, facoltà di ‘Ambiente costruito’, dipartimento di ‘Conservazione e patrimonio costruito’, presso l’Università di Roma ‘Link Campus University’, con un progetto in ‘Tutela del patrimonio paesaggistico’ e, in qualità di ideatore, autore e conduttore, deposita presso la Siae - Società Italiana Autori Editori - il format televisivo di divulgazione scientifica a 360 gradi ‘ZoomWorld - Ingrandimenti di un piccolo pianeta’. Dal 2021 al 2022 conduce il miglior canale italiano di ‘Scienza e tecnologia’ su Twitch, ‘PodcastFiore’, il primo e unico prodotto a mostrare il backstage della divulgazione con decine di ospiti anche internazionali - circa 300.000 visualizzazioni per quasi 300 puntate e più di 2.000 ore di diretta con un centinaio di abbonamenti mensili; tuttora attivo come podcast, su Spotify ha pubblicato il 97% in più di contenuti rispetto agli altri del settore e rientra nel top 5% dei più condivisi al mondo - . Nel 2023, in qualità di ideatore, autore e conduttore, deposita presso la Siae - Società Italiana Autori Editori - il format televisivo di comunicazione scientifica sulle scoperte e invenzioni italiane ‘Cerca Trova - Scoperte e invenzioni’. Dal 2022 al 2023, da ricercatore indipendente, collabora con studiose e studiosi appartenenti a diversi Atenei per recuperare materiale documentario raro in biblioteche altamente specializzate e stende 12 lavori scientifici su altrettante ricerche condotte contemporaneamente in prima persona e sempre sul campo.

L’acqua è blu, ma non a scuola è un saggio divulgativo che intende mettere in luce e smantellare le false credenze, così comuni nel nostro immaginario, descrivendole con rigore e smentendole scientificamente, e ne viene analizzata la diffusione attraverso i new media. Solo con una verifica metodica, infatti, è possibile mettere alla prova le nostre conoscenze, anche quelle più radicate. Particolare attenzione è dedicata nel testo al mondo della scuola, mettendo alla prova i materiali didattici su cui studiano oggi le cittadine e i cittadini di domani. Infatti l’A. analizza libri di testo e documenti digitali recenti, alla ricerca delle false credenze tra i banchi di scuola (da qui il provocatorio titolo!). Con una persona esperta nella materia, si analizzano i risultati e ci si interroga su come confezionare correttamente le stesse informazioni, visionando il materiale raccolto nell’appendice, dove si trovano i documenti cartacei e a seguire quelli online. Così chiosa Ivan: “Siamo responsabili del mondo futuro, abbiamo in mano l’educazione di coloro che reggeranno le sorti dell’umanità – e non sono parole ardite. Cosa stiamo loro insegnando?

Il libro è stato presentato alla Festa della Scrittura-II edizione – ideata e condotta dalla prof.ssa M. Concetta Preta nell’Aula Magna “Carlo Diano” del Liceo Classico M. Morelli di Vibo Valentia il 6 giugno 2023. Tra i momenti salienti della manifestazione, proprio l’intervista a Ivan Fiorillo. In tale contesto, i ragazzi si sono confrontati con l’autore in merito alla comunicazione contemporanea, le bufale o fake news, la menzogna tacciata per verità, le false credenze e i miti da sfatare, passando dallo scetticismo greco antico di Luciano di Samosata alla semiologia postmoderna di Umberto Eco.

domenica 24 settembre 2023

Recensione di Zoom24

Un successo, nella libreria vibonese "Cuori d'inchiostro", la presentazione del libro di Ivan Fiorillo

Era stracolma la saletta della libreria indipendente “Cuori d’inchiostro”, per la presentazione del libro “L’acqua è blu ma non a scuola”; l’autore, il giovane comunicatore e archeologo vibonese Ivan Fiorillo, ha conversato con Francesca Griffo, la curatrice della rassegna di presentazioni della libreria, e Gernando Marasco, noto docente di una scuola secondaria di Primo grado del capoluogo.

Che l’acqua sia incolore è una credenza sbagliata, purtroppo veicolata anche nei testi scolastici e nella didattica; nel libro di Fiorillo, un testo scientifico-divulgativo ricco di contenuti e di dati ma scritto in forma scorrevole, si parla di questo e non solo. Le nostre vite sono intrise di convinzioni in realtà sbagliate, false conoscenze su cui non abbiamo mai riflettuto e delle quali non siamo neppure consapevoli. Non sono propriamente le fake news o le teorie del complotto, notizie e opinioni non verificate o attorno alle quali esistono posizioni differenti; si tratta piuttosto di credenze la cui falsità è stata dimostrata e che non presentano alcuna discussione in merito.

Con la collaborazione di esperti e scienziati intervistati nel libro, vengono analizzate e confutate alcune miscredenze diffuse nella narrazione quotidiana, anche nel mondo dell’educazione,suddivise in innocue e pericolose; resta da capire perché continuino ugualmente a diffondersi… Forse grazie ai nuovi social-media?…

martedì 19 settembre 2023

Recensione di The Dailycases

Il ventiseienne vibonese Ivan Fiorillo e il suo libro rivelazione

“L’acqua è blu, ma non a scuola” di Ivan Fiorillo a “Un libro al mese. Visti da Vicino”. Un libro pieno di risposte che incuriosisce e scuote.

Vibo Valentia Capitale Italiana del libro 2021, ospita un giovane figlio, Ivan Fiorillo, autore di un testo intrigante, L’acqua è blu, ma non a scuola.

L’ introduzione emozionata è di Concetta Silvia Patrizia Marzano, presidente dell’associazione organizzatrice “L’Isola che non c’è”. Parla di un ragazzo, l’autore, presenza costante in associazione fino a quando impegni di istruzione e lavoro non lo hanno portato altrove.

L’assessore alla cultura Daniela Rotino Araneo, nei saluti di rito, manifesta l’orgoglio della città e la sua curiosità per il libro.

La parola va al professore Giuseppe Pagnotta, consigliere dell’associazione che conduce la presentazione. Dell’autore mette in evidenza sensibilità e attenzione, la passione per l’ approfondimento di ogni argomento.

Laureato in scienze e tecnologie della comunicazione, Ivan prosegue gli studi universitari.

Si laurea in Quaternario Preistoria ed Archeologia a Ferrara e attualmente frequenta un master in Gestione dei beni culturali e gestisce un podcast.

Dopo un breve scambio di battute con l’autore, il professore legge parte del rapporto Censis sulla situazione sociale del paese. Dati preoccupanti che rendono di estrema importanza gli studi di Ivan Fiorillo, ha sottolineato, poiché nostre vite sono intrise di convinzioni in realtà sbagliate.

False conoscenze su cui non abbiamo mai riflettuto e delle quali non siamo neppure consapevoli.

Il lavoro di Ivan rivela le miscredenze più diffuse, dal momento della nascita a quello della smentita.

Convinzioni innocue, ma anche pericolose, di cui non si comprende la continua a diffusione.

Il dialogo tra il professor Pagnotta e Ivan Fiorillo si è sofferma sul mondo dell’istruzione e dell’educazione. Ivan racconta del suo lavoro di ricerca su materiali didattici cartacei e digitali.

Un primo risultato, dice, è arrivato proprio dai libri di scuola nei quali errate convinzioni continuano a essere presenti. Nella parte conclusiva del volume, ogni misconcezione scoperta è stata analizzata insieme a esperti del settore.

Una disamina attenta e precisa, quella del professore Pagnotta, che si è conclusa con la domanda su una delle convinzioni analizzate, “ma insomma l’acqua di che colore è?”

Ivan ha spiegato che è stato dimostrato che l’acqua è blu e che trasparenza che noi vediamo è data dalla bassa concentrazione delle molecole. Eppure a scuola si insegna che l’acqua è incolore, inodore, insapore. Inutile, ha detto, sottolinearlo alle case editrici che lo riportano nei loro libri.

Tra i numerosi interventi anche quello del vice sindaco Domenico Primerano.

Recensione de L' Isola che non c'è

Un gruppo di scienziati ha dimostrato che l’acqua è blu. La trasparenza che noi vediamo è data dalla bassa concentrazione delle molecole. Eppure a scuola continuano ad insegnare che l’acqua è incolore, inodore, insapore.

Le nostre vite sono intrise di convinzioni in realtà sbagliate, false conoscenze su cui non abbiamo mai riflettuto e delle quali non siamo neppure consapevoli.

Non sono le fake news o le teorie del complotto, notizie e opinioni non verificate o attorno alle quali esistono posizioni differenti, ma proprio quelle non discusse di cui la falsità è dimostrata.

Delimitato il campo di indagine, ecco l’analisi delle miscredenze più diffuse nella narrazione quotidiana, suddivise in innocue e pericolose.

Individuato il momento della nascita lo step successivo è stato trovare quello della smentita.

Cercare di capire il perché queste, continuano ugualmente a diffondersi, soprattutto grazie ai nuovi media è il nuovo passo.

Infine, un focus sul mondo dell’educazione, per comprendere quanto esse continuino a essere presenti anche a scuola, per il tramite dei materiali didattici cartacei e digitali, che analizza insieme a persone esperte per ciascuna misconcezione scoperta.

La presentazione

L’acqua è blu, ma non a scuola, è il titolo del libro scritto da Ivan Fiorillo. La nostra presidente, Concetta Silvia Patrizia Marzano, ha presentato con emozione Ivan che, ancora minorenne, frequentava la nostra associazione.

Un ragazzo sensibilissimo ed attento che ama approfondire ogni argomento, come ampiamente evidenziato alla fine della presentazione dai numerosi suoi ex insegnanti presenti in sala.

Nei saluti di rito, affidati all’assessore alla cultura, Daniela Rotino ha sottolineato il suo desiderio di essere presente per ascoltare un giovane della nostra città, che le ha fatto superare tutte le difficoltà della giornata.

La parola è stata affidata quindi al professore Giuseppe Pagnotta, componente del nostro direttivo in qualità di consigliere.

La sua disamina è stata attenta e quantomai precisa. Partito dall’ analisi del rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, ha evidenziato le convinzioni degli italiani che per percentuali sono preoccupanti…

Alcuni interventi dal pubblico al termine della serata, anche del vice sindaco Domenico Primerano, nella quale a ritirare la pergamena che consegniamo ad autori e relatori è stato il padre di Ivan Fiorillo.

Intervista per Vertigo Edizioni

L’acqua è blu ma non a scuola’ è il libro di Ivan Fiorillo edito da Vertigo Edizioni.

Si parla di fake news, di teorie complottiste, di verifica delle notizie in questo libro in cui l’autore compie un’analisi delle miscredenze più diffuse nella narrazione quotidiana.

Noi di Vertigo Edizioni abbiamo intervistato Fiorillo per conoscere di più lui, il suo rapporto con la scrittura e i retroscena del suo libro.

Riportiamo di seguito l’intervista a Ivan Fiorillo.

E’ possibile imparare a individuare le fake news?

Non solo è possibile, ma diventa sempre più necessario nel mondo che si sta affacciando al post-Covid. I dati dimostrano che la stragrande maggioranza della nostra popolazione non è in grado di gestirsi autonomamente nella ricerca di notizie e nello studio di fatti controversi. Il punto di inizio è il dubbio: solo attraverso una sana curiosità si entra nella facoltà di interrogarsi su ciò che succede. Ma questo non basta, in quanto l’infosfera è ricca di insidie e inganni, che possiamo rifuggire analizzando le fonti. Approfondendo ciascuna affermazione riportata in un testo e verificandone l’affidabilità nei termini in cui viene presentata, saremo in grado di stabilire la serietà di chi condivide contenuti, al di là della sua ufficialità – i fatti certi e indiscutibili devono essere mostrati come tali, quelli incerti e discussi vanno piuttosto indicati nella loro problematicità – . Chi disinforma per malafede non rifiuta l’utilizzo di tecniche manipolatorie ben note a chi studia la comunicazione. E pur essendo state messe in pratica in maniera estremamente visibile durante questo periodo di sindemia, poche persone, ahimè, le hanno scavalcate trovando una maggiore forza dalle debolezze di un sistema che sta per crollare.

Come ha scelto il titolo del suo libro?

Inizialmente, la mia tesi di laurea si intitolava “False credenze tra nuovi media e materiali didattici”. Poche parole che racchiudevano a pieno la ricerca che porto avanti in queste pagine, eppure non ne ero pienamente soddisfatto, soprattutto perché nel frattempo io e la mia relatrice, la pedagogista Loredana La Vecchia, avevamo deciso di pubblicare l’intero testo, essendo uno studio totalmente innovativo e mai prima d’ora realizzato. Mi sforzai dunque di catturare più efficacemente quanto di più sorprendente fosse contenuto all’interno del futuro libro. E trovai la quadra! Presi spunto dalla prima falsa credenza, fra tutte quelle che selezionai insieme alle persone esperte contattate, che smonto scientificamente, la più incredibile e impensabile: il colore dell’acqua. Ma non era sufficiente, poiché racchiudeva solo un aspetto della ricerca, le misconcezioni della vita quotidiana. Mancava l’elemento del mondo educativo, e non fu difficile legarlo all’intuizione precedente. Nacque così “L’acqua è blu, ma non a scuola”, non un titolo criptico o evocativo, ma vero alla lettera: l’acqua è fisicamente blu, ma non a scuola, dove invece spesso si insegna qualcos’altro. E per spiegare ancora meglio il contenuto del libro, senza necessariamente dover leggere la quarta di copertina, usai il vecchio titolo come nuovo sottotitolo.

Quale messaggio vuole lasciare con il suo libro?

Il mio libro è una ferocissima denuncia, documentata in un testo scientifico referato e discusso presso l’Università degli Studi di Ferrara, contro l’attuale universo dell’informazione e dell’educazione. Il giornalismo ha abdicato alla propria funzione originaria di controllo del potere e la scuola ha rinunciato al proprio incarico costituzionale di formazione delle coscienze. La prima edizione del libro, in autopubblicazione ufficiale, uscì nel 2018, e questo configura una questione: siccome generalmente gli appartenenti a una comunità professionale sono tenuti a rimanere aggiornati sulle ultime novità, dovremmo aspettarci, in un mondo ideale, che i miei colleghi operatori della comunicazione monitorino costantemente le ultime uscite in libreria, attraverso i cataloghi annuali delle nuove pubblicazioni. Il mio testo, il cui oggetto risulta evidente dalla presentazione, avrebbe dovuto essere letto dai giornalisti, considerando che per la prima volta ho mostrato, con esempi, le differenze tra bufale, fake news, teorie del complotto, bugie mediatiche e leggende metropolitane. Sono tuttavia portato a credere che ciò non sia avvenuto, visto che addirittura l’informazione non corretta è a dismisura aumentata nell’ultimo periodo, oppure semplicemente si è fatto finta di nulla, con la grave conseguenza di non portare alla luce la vergognosa trasmissione di concetti errati sin dalla prima elementare.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Ogni nuova esperienza di scrittura, per me, è come un viaggio alla ricerca della conoscenza. La prima cosa è individuare l’argomento, e per farlo parto da una domanda, una domanda che pone un quesito e alla quale non è ancora stata trovata una risposta. Perché mai, infatti, dovrei ripetere un qualcosa già esaminato da altri? Poi è il momento di decidere il percorso logico da affrontare, per strutturare in maniera sensata lo studio che si intraprende e presentarlo nel miglior modo possibile a tutti i tipi di pubblico. Giungo così alla raccolta del materiale, che mi vede necessariamente spostarmi dal mio abituale posto di lavoro, per recarmi nei luoghi coinvolti dalla mia analisi e conoscere personalità di spicco nei settori trattati. E’ di certo la fase più dilatata e impegnativa, e non raramente ci si scontra con problemi burocratici o di altra natura. Quando inizio a scrivere, però, è tutta un’altra storia: il tema è ormai nelle mie mani, e mi lascio trasportare dall’emozione. Scrivo tutto di seguito, quasi di getto, e al termine di ogni paragrafo torno indietro rileggendo il testo, come fossi un’altra persona armata di penna rossa. I segreti del mestiere, però, non si possono svelare tutti…

E’ già al lavoro su un nuovo libro dopo ‘L’acqua è blu ma non a scuola’?

Sono particolarmente contento e orgoglioso del libro appena pubblicato, con una veste completamente nuova, dalla Vertigo Edizioni. E sempre con tale casa editrice è in campo la lavorazione al mio secondo saggio, di cui ancora preferisco non anticipare troppo. Sarà un testo che ritengo ancora più incisivo e rilevante, perché presenterà una innovazione del tutto inaspettata nel campo della divulgazione. Grazie allo studio di quasi 500 documenti, dove l’Italia svolgerà il ruolo di assoluta protagonista, si arriverà alla codifica teorica di nuove proposte utilizzabili da chi è impegnato nella mediazione culturale a tutto tondo. Sarà un modo per progettare il futuro della nostra società – la società della conoscenza? – guardando verso il nostro passato più remoto. Ma sarà anche un test che effettueremo per mettere alla prova i reali o sedicenti divulgatori presenti oggi nelle differenti generazioni di media. Un’opera monumentale, specchio della mia imperitura e imprescindibile sete di conoscenza, che porterà in esclusiva il pubblico lettore, tra le altre cose, nel dietro le quinte della più famosa e riconosciuta rivista italiana che da decenni avvicina chiunque, senza distinzioni di età o grado di scolarizzazione, alla Storia, alla scienza e all’archeologia.

Noi di Vertigo Edizioni ringraziamo ancora Ivan Fiorillo per averci dedicato il suo tempo e gli auguriamo di ottenere il riscontro che merita per il suo libro.